Your Keyword Here

Diverticolite: cause e rimedi naturali

diverticoliAvverti spasmi e dolori addominali localizzati sul  lato sinistro della pancia, proprio dalla parte opposta dove generalmente si fa sentire un’appendicite? Anche i normali appuntamenti con il bagno sono andati in tilt e la stipsi si alterna con attacchi di diarrea? Se ti rivedi in questo copione, potresti avere un attacco di diverticolite, l’infiammazione dei diverticoli , piccole sacche che si creano nell’intestino delle persone predisposte a questo disturbo.

Possono non dare alcun segno di sé, oppure irritarsi, per esempio per le alte temperature e gli stravizi vacanzieri (non a caso in questo periodo ne soffre un italiano su dieci): qualche sigaretta in più, bibite ghiacciate, ma soprattutto un’alimentazione “sopra le righe” declinata a suon di focacce, pizze e snack grassi. Se, però, gli attacchi sono ricorrenti, ci può essere una causa più profonda, psicosomatica.

Secondo la medicina cinese, quegli spasmi possono essere un “messaggio cifrato” e segnalare frustrazioni che vivi sul lavoro, nella tua vita di coppia (magari anche sotto le lenzuola) o nella quotidianità, e che compensi proprio con un’alimentazione sbagliata.

L’intestino è un secondo cervello e diventa la valvola di sfogo privilegiata delle emozioni profonde, che innescano un mix tra insoddisfazione e senso di impotenza. Se non riesci a realizzare quel che desideri o manchi un obiettivo che ti eri prefissata da troppo tempo, per esempio, rallenta le sue funzioni e, complice la stipsi, la diverticolite ha la strada spianata. Se invece vivi con paura le prove che devi affrontare nel quotidiano, l’intestino si muove troppo, provocando attacchi di diarrea e infiammando i diverticoli.

Per la medicina naturale, occorre seguire questa dieta. Se i doloretti e gli spasmi si associano alla stipsi, mangia in abbondanza frutta e verdura. Ti forniscono fibre che fanno aumentare il volume delle feci, dando una sveglia al tuo intestino. Bandisci, invece, semi di girasole, zucca, cumino e sesamo ed evita di consumare i semi della frutta (per esempio dell’uva o dell’anguria). Possono bloccarsi in un diverticolo, fermentare e alla fine infiammarlo.

Se invece la diverticolite si associa a diarrea, il rimedio ideale sono i fermenti lattici che trovi in farmacia. Da abbinare alla dieta, sono utili le cure dolci che ti indichiamo qui a fianco. Poi per fare passare i doloretti, ma anche per rilassarti dalle tensioni mentali, pratica massaggi. In ogni caso, devi iniziare a imparare a gestire l’insoddisfazione: se non ce la fai a ridimensionarla da sola, chiedi un supporto psicologico.

Calmanti naturali
Se gli spasmi addominali si associano a meteorismo e diarrea, assumi del carbone vegetale o dell’argilla verde ventilata. Hanno un potere assorbente: riducono la presenza di gas nella pancia e quindi i dolori legati al suo passaggio nell’intestino (l’ariane distende le pareti), mettendo in tensione i diverticoli. Inoltre, inglobano sostanze tossiche e inquinanti presenti negli alimenti odierni, che possono infiammarli. Una o due compresse dopo i pasti, per un mese, servono a migliorare efficacemente la situazione.

In caso di stipsi, aiuta le funzioni del tuo intestino in modo dolce , assumendo un cucchiaino raso di un mix di polvere di liquirizia e di agar agar, un’alga ricca di mucillagini che aumenta la massa fecale e ne facilita il transito nell’intestino, senza irritare o infiammare i diverticoli. Scioglilo in un bicchiere d’acqua da bere ogni sera, per almeno un mese.

I dolori di pancia ti obbligano a piegarti in avanti e migliorano con una leggera pressione sull’addome: per te è indicata Colocynthis 5 CH (3 globuli sotto la lingua, 3 volte al giorno, a stomaco vuoto) da assumere per un mese. Se invece gli spasmi addominali partono dallo stomaco e si irradiano su tutta la pancia, il rimedio ideale è Nux Vomica 5 CH (3 globuli sotto la lingua, 3 volte al giorno, a stomaco vuoto per almeno un mese).

Mal di pancia: le cause

mal di panciaUna gastroenterite acuta, una gastrite, una cattiva digestione, a volte possono causare alcuni disturbi, soprattutto il classico “mal di pancia”. Ma se il dolore addominale è ricorrente e abituale, forse è dovuto a un altro tipo di problema.
Cercare di spiegare con chiarezza al proprio medico il dolore che una persona avverte è la cosa più importante per scoprirne l’origine.
Il dolore va e viene
Questo tipo di disturbo è tipico delle coliche e ricorda il va-e-viene delle maree: aumenta infatti di intensità in modo progressivo e allo stesso modo diminuisce. E’ il dolore che appare di fronte a qualsiasi disturbo delle vie biliari, oppure dell’apparato urinario, o dell’intestino.
Il disturbo è persistente. In questo caso, non si tratta di un disturbo progressivo, temporaneo oppure altalenante, ma risulta più o meno costante: è il tipico malessere che si presenta se il problema riguarda, per esempio, un organo specifico come il fegato, il rene, il pancreas.
Il disturbo varia con i movimenti del corpo e anche con i cambiamenti di postura: può essere causato da un danno del tessuto muscolare, per esempio alla comparsa di un’ernia addominale o inguinale.

Se si manifesta solo durante o dopo i pasti
Per cercare di capire che cosa sta causando il tuo dolore, è molto utile stabilire se esiste una relazione fra la sua comparsa e il momento in cui assumi gli alimenti.
Se mangiando diminuisce in breve tempo, anche in pochi minuti, è probabile che il tuo dolore addominale abbia origine dallo stomaco. Potrebbe trattarsi di un’ulcera o di una gastrite, per esempio.
Se mangiando invece aumenta, la causa del dolore può essere probabilmente legata a uno degli organi che intervengono durante il processo digestivo (eccetto lo stomaco). Infatti, organi come la cistifellea e il pancreas (entrambi importanti per la digestione dei grassi e di altri principi nutritivi), se vengono interessati da una patologia causano disturbi proprio dopo i pasti.

Dove fa male esattamente
A seconda della zona colpita e dal tipo di dolore, si può pensare a una o all’altra causa, anche se solo il medico poi stabilirà una diagnosi.
Vicino alle costole, a destra. E’ la zona dove si trovano fegato e cistifellea. Se il disturbo compare e scompare più volte, è piuttosto probabile che sia dovuto alla cistifellea o alle vie biliari. Se il dolore è continuo, è probabile invece che sia dovuto a un problema al fegato.
Appena al di sopra dello stomaco. Di solito è causato dallo stomaco, e  in questo caso è accompagnato da bruciore (pirosi). Ma questo è anche un luogo frequente di localizzazione di disturbi che derivano da altri punti (dolori riferiti): ad esempio, un infarto cardiaco può provocare dolore in quest’area.
In corrispondenza delle costole inferiori, a sinistra. E’ fondamentale capire se il disturbo compare in questa zona dopo un trauma importante (un incidente stradale, per esempio): questo può indicare una rottura della milza ed è necessario un intervento medico urgente.
Ai lati dell’addome. Sono le zone di passaggio dell’uretere fra i reni e la vescica. Perciò è più comune un dolore di tipo colico. Se compaiono disturbi urinari, oppure sangue nelle urine, può essere a causa di una pielonefrite o di una colica renale. Se i disturbi o il sanguinamento si presentano con le evacuazioni, il dolore può essere più facilmente dovuto a problemi al colon.
Nella parte centrale dell’addome. E’ questa la zona dove si trova l’intestino tenue, di solito provoca dolore in presenza di una gastroenterite acuta. E’ anche la stessa zona dove si trova il pancreas, ma in questo caso il dolore si irradia. Inoltre qui può manifestarsi anche una attacco di appendicite prima che il dolore si sposti verso l’inguine, a destra.
Nella parte bassa dell’addome, nella zona pelvica. Questa è la zona dove si trovano l’appendice, la parte finale dell’intestino tenue, l’ultimo tratto dell’uretere ma anche le ovaie. I sintomi associati danno una serie di indizi al medico per diagnosticare la causa del dolore.
Il dolore è diffuso. In questo caso particolare, può trattarsi di cause diverse e molto dissimili fra loro: per esempio, stitichezza cronica, sindrome dell’intestino irritabile, malattia di Crohn o colite ulcerosa, intolleranze alimentari.

Fibra per contrastare la pancia gonfia

insoluble-fibre-rich-foodSpesso la pancia gonfia è dovuto a problemi intestinali. Aumentare il consumo di fibre è utile per migliorare lo stato del proprio addome.
La fibra migliora la digestione e l’attività intestinale. Assumerla adeguatamente diminuisce il rischio di disturbi associati alla stitichezza e dà una sensazione di sazietà, che ti aiuta a controllare il peso. Esistono due tipi di fibra, quella solubile e quella insolubile, che l’organismo utilizza in maniera differente. Fra gli altri benefici, contribuisce a ridurre l’assorbimento del colesterolo e dello zucchero.

Per assumerla bene
Mangia frutta intera e con la buccia
. Assimilerai meglio la fibra che contiene se la mangi intera invece di frullarla. Tieni presente che nella buccia si trova buona parte della fibra della frutta. Pensa che, per esempio, se sbucci una mela perdi circa l’11% della fibra che contiene. Nel caso degli agrumi, che devono essere sbucciati, non togliere del tutto la pellicina bianca:  così manterrai più fibra.

Mangia legumi, cereali integrali e verdure. Cucinandoli varia solo la consistenza della fibra (non la quantità effettiva), ma le parti più consistenti si ammorbidiranno, quindi sarà più facile digerirle.

Come prenderla in giuste dosi
Si consiglia di assumere tra i 20 e i 35 grammi di fibra al giorno. Potrai ottenere facilmente tale quantità con una dieta equilibrata come questa, che dovrà comprendere:

Legumi 2 o 3 volte la settimana e ogni giorno due porzioni di frutta e due di verdura (per esempio un’insalata a pranzo e spinaci a cena).

Ogni giorno una manciata di frutta secca non salata (non più di 25 grammi). Consuma pane integrale, al posto di quello bianco.

Meteorismo e gonfiori addominali

meteorismoIl meteorismo è un disturbo molto diffuso, ne soffre circa il 35% della popolazione e crea spesso una condizione di disagio tale da incidere fortemente sulla vita quotidiana.

Molti rifiuti gassosi sono il risultato di un alterato equilibrio intestinale, di sotto-processi del metabolismo organico e, nello specifico, di fermentazioni putrefattive. Il materiale putrefatto che ristagna nell’intestino produce scorie altamente dannose. Raggiungendo il colon, le proteine indigeste favoriscono la nutrizione e la crescita di batteri nemici. Questi batteri e virus indesiderati, attraverso il processo putrefattivo, sono responsabili della demolizione dei composti organici.  Ovviamente si tratta di un processo indesiderato in quanto si generano tossine, veleni e malattie morbigene nocive ai tessuti interni. Tali microrganismi non sono destinati ad abitare il corpo umano, mentre quelli benefici non possono vivere in un ambiente sporco, intossicato e costipato.
I pazienti affetti da meteorismo possono subire nell’intestino dei processi di “fermentazione sporca”, trasformando i carboidrati in alcol, diventando intolleranti ad esso e producendo alcol metilico, amilico e isoamilico: questi ultimi svolgono azione patogena non solo a livello intestinale, ma soprattutto nel fegato, producendo l’innalzamento delle transaminasi e le steatosi epatica come negli alcolisti, con cui vengono spesso scambiati.

Avere sempre la “pancia gonfia” non è un sintomo da sottovalutare perché potrebbe essere indicatore di un disagio intestinale. Si tratta infatti di un segnale che va interpretato anche perché potrebbe essere determinato da: malattie antinfiammatorie, sindrome del colon irritabile, intolleranze alimentari o della disbiosi intestinale.

Cause del meteorismo

La continua presenza di gas addominale, con flatulenza ed eruttazioni, può essere espia di altri disturbi. Le cause più frequenti di meteorismo sono: cibi ad alto potere fermentativo come legumi o zuccheri che determinano una proliferaizone batterica, stitichezza, difficoltà a digerire alcuni nutrienti come il lattosio (va quindi valutata la presenza di intolleranze), situazioni stressanti e o agitazione, cattiva digestione causata ad esempio da carenze enzimatiche, infezioni in atto o irritazione intestinale anche cronica, utilizzo continuo di farmaci con agenti protettori gastrici e antiacidi che inibiscono l’azione digestiva degli enzimi. In simili condizioni si assiste ad una iperproliferazioni di patogeni a livello intestinale.

Che tipo di sintomi provoca il meteorismo?

La presenza diffusa o localizzata di gas nell’intestino determina rigonfiamento dell’addome e comparsa di diversi sintomi quali: tensione addominale dolorosa, malessere diffuso che si manifesta con eruttazioni, borborigmi, flatulenza, gonfiore dopo i pasti, nausea, stipsi e/o diarrea, feci poco formate, sonnolenza dopo i pasti. Tali microrganismi sono particolarmente pericolosi ,in quanto potenzialmente capaci di colonizzare altre aree corporee, provocando : infezioni alla prostata, vaginali, la candida, la cistite e persino disturbi dentali.

Cosa fare?

Per riguadagnare o mantenere uno stato di buona salute sono necessarie alcune azioni al fine di depurare e pulire l’intestino dai “produttori” di gas, eliminando i responsabili che contribuiscono alla fermentazione intestinale, cioè dai microrganismi patogeni, della flora batterica cattiva, dalle incrostazioni fecali che si sono depositate sulle pareti.
La vera guarigione è possibile se preceduta da una radicale pulizia organica. Non possiamo mettere il vino nuovo nelle bottiglie sporche!
Successivamente alla pulizia, risulta fondamentale il ripristino della flora batterica e l’eliminazione dei cibi intolleranti che infiammano le mucose intestinali. Inoltre è utile intervenire sulla prima parte dell’intestino, il duodeno. E’ qui che inizia l’attività di trasformazione degli alimenti. Nel lume duodenale il cibo entra contatto con gli enzimi pancreatici e con la bile e parte così il processo di metabolizzazione. Se questa parte dell’intestino è appesantita, intossicata e non lavora bene, gli alimenti non saranno scomposti correttamente e con più facilità daranno origine a fermentazioni. A livello dietetico è utile eliminare tutti i cibi che contribuiscono alla formazione di gas intestinale, come i legumi freschi e secchi, alimenti ricchi di fibra e zuccheri, e scegliere legumi decorticati o mangiarli in forma di purea. Inoltre si consiglia di fare pasti poco abbondanti e non coricarsi appena dopo mangiato. La maggior parte dei problemi di salute oggi diffusi nelle società industrializzate è dovuta ad un cattivo stato di pulizia intestinale! Il non pulire internamentei l colon equivale ad avere l’intero personale addetto alla rimozione dei rifiuti urbani in sciopero.

Consigli semplici per una pancia piatta

pancia piattaE’ il sogno di tutti, ma sfoggiare una pancia piatta sembra esser un lusso per pochi. L’addome, infatti, può gonfiarsi per diversi motivi: per esempio se si soffre di alcune malattie, tra cui la gastrite, se non si beve abbastanza acqua che agevola il transito intestinale, se si mangia troppo velocemente masticando poco il boccone. Dal punto di vista alimentare, provocano gonfiore le bevande gassate, i dolci e le creme, perché ricchi di zuccheri, e i prodotti da forno, cioè pane, biscotti, dolci e grissini. Sotto l’aspetto del comportamento, non bisogna essere pigri, perché il movimento.

Camminare
Anche una semplice camminata ad andatura veloce, senza necessariamente impegnarsi in una corsa a ritmi elevati, spesso aiuta a migliorare il transito intestinale e quindi a sgonfiare la pancia. I movimenti previsti dalla passeggiata, infatti, favoriscono l’attivazione della muscolatura dell’intestino, motivo per cui dopo i pasti è utile fare una camminata a passo veloce (senza scendere sotto i 4 km/h) di almeno 8 minuti.
Ci sono anche alcune alternative: per lo stesso tempo si può pedalare a intensità moderata su una cyclette oppure andare su e giù per le scale, sempre tenendo un buon ritmo.

Un semplice esercizio
Dopo la camminata, concentrarsi specificatamente sulla pancia. Per sgonfiarla e farla diventare piatta, più efficace degli addominali classici è un semplice esercizio, che si può eseguire comodamente a casa.
Ci si mette in piedi, con le gambe leggermente divaricate, con un bastone (va bene anche un manico di scopa) appoggiato sulla parte posteriore del collo e tenuto alle estremità con le mani. Partendo da tale posizione, si ruota il busto prima a destra e quindi a sinistra. Di questo esercizio, vanno svolte 3 serie da 10 o al massimo 15 ripetizioni, che si eseguono in non più di 3 minuti. Se si hanno problemi alla colonna vertebrale, è meglio ascoltare il parere del proprio medico prima di effettuare questo esercizio.

Crema snellente
Non bisogna illudersi, perché non hanno certo un effetto miracoloso, ma se abbinate a un’alimentazione corretta, a una regolare attività fisica e, in generale, a uno stile di vita sano, le creme snellenti possono contribuire ad appiattire l’addome.
A seconda della propria corporatura, si può optare per quelle la cui azione specifica consiste nel ridurre il grasso oppure che hanno effetto soprattutto sulla bonificazione e sulla compattezza della pelle. Le prime sono adatte per le persone in sovrappeso, mentre le seconde sono indicate per quelle che, pur non avendo problemi con la bilancia, hanno l’addome gonfio. Spalmare la crema su tutta la pancia, massaggiandola, richiede circa un minuto ed è anche molto rilassante.

Tisana
Per eliminare l’aria dall’intestino, e dunque avere una pancia più piatta, può rivelarsi preziosa una tisana. Quelle indicate per snellire l’addome sono a base di piante utilizzate da parecchi anni anche dalla medicina convenzionale. Per eliminare il gonfiore sono indicate le tisane a base di finocchio, carciofo, anice, liquirizia, verbena e menta. Chi ama cambiare, poi, può alternarle oppure miscelarle a piacere. Tutte queste sostanze contribuiscono a migliorare il transito nell’intestino, “spingendo” l’aria nelle parti finali di quest’organo. Poiché rilassano, il momento più indicato per berle è la sera prima di andare a dormire.

Colite: cause psicosomatiche e rimedi dolci

pancia gonfia rimedi naturaliTi basta un colpo di freddo, una bevanda ghiacciata e il tuo intestino reagisce.
La colite è un disturbo che, secondo la medicina cinese, può dipendere da una carenza di energia e libello dei reni oppure della milza. I medici orientali distinguono tra quella “da freddo” e “ da caldo”, provocate da agenti esterni (il clima), ma anche da una dieta squilibrata. Una prevalenza di cibi crudi e freddi può rallentare la funzionalità renale mentre alimenti dolci, speziati e calorici appesantiscano la digestione.
Quando questi organi sono affaticati possono stimolare crampi e contrazioni, dilatare e diminuire i “movimenti” dell’intestino e causare coliti caratterizzate da diarrea alternata a stitichezza. Quella del colon irritabile, inoltre,  è una sindrome strettamente collegata al nostro stato emotivo: stress, paura e fretta accelerano il transito intestinale. Quante volte ti è capitato di avere la pancia in disordine prima di un colloquio di lavoro decisivo, durante un confronto familiare difficile o per un cambiamento imprevisto? Questi eventi possono generare ansia e insicurezza, timore di non essere all’altezza. Anche la tendenza a pensieri ossessivi e a preoccuparsi troppo, tipica di chi rimugina a lungo, può somatizzarsi nella pancia in subbuglio.

La predisposizione ai disturbi intestinali può risalire all’infanzia: tutto ciò che è legato all’apparato digerente assume, in tenera età, il significato simbolico di possedere qualcosa di valore nei confronti dell’adulto, un’arma a doppio taglio per compiacere ma anche deludere. Una volta cresciuti possono essere la spia di disagi emotivi che, nelle relazioni familiari e sentimentali, si esprimono in continuo conflitto: dare o trattenere, donare o rifiutarsi. Non solo, le persone che ne soffrono sono, spesso, scrupolose, coscienziose ma ostinate; esercitano su se stesse un controllo eccessivo tanto da reprimere rabbia e aggressività o , ala peggio, rivolgerle verso se stesse.
Soffri di colite ricorrente?
Può anche dipendere da un forte legame di dipendenza dalla figura materna, il retaggio di un’educazione rigida che si manifesta nella necessità di “purgare” il corpo, eliminando le impurità materiali (organiche) e mentali, legate a pensieri e aspetti di sé in accettati o vissuti come tali. Forse è arrivato il momento, con l’aiuto di uno psicologo, di scoprirne le ragioni più profonde.

Nel frattempo per prevenire e affrontare “l’attacco”, puoi provare i rimedi dolci
Se hai diarrea e crampi
Se accusi violenti crampi intestinali e in più hai la diarrea, punta su rimedi con immediato effetto antipanico. Prova l’estratto fluido di gramigna (Agropyron repens): 20 gocce 2 volte al dì, lontano dai pasti. In alternativa, l’Escholtzia cali fornica, sotto forma di estratto fluido, ha effetto sedativo: 20 goce 2 volte al giorno, mezz’ora prima dei pasti. Associa sempre anche una compressa, dopo i pasti, di argilla verde e carbone vegetale (li trovi già associati): blocca la diarrea e riduce l’infiammazione.

Se sei gonfia
L’addome gonfio e teso, con frequente (e imbarazzante) meteorismo si contrasta con una tisana a base di anice, finocchio, melissa e cumino in parti uguali. La tisana si prepara così: metti a bollire un cucchiai della miscela in 600 ml di acqua per 15 minuti, filtra e lascia intiepidire. Bevine tre tazze al giorno, per tutta la durata dei sintomi. Se ciò non dovesse bastare, aggiungi una compressa di carbone vegetale, da prendere subito dopo i pasti: aiuta ad assorbire i fastidiosi gas intestinali.

Se digerisci male
Lycopodium 5 CH (5 granuli, 3 volte al dì) è consigliato quando soffri di colite, ma hai anche problemi digestivi, senso di pesantezza e reflusso acido. Quando i disturbi sono particolarmente ostinati e dolorosi preferisci Mercurius sublimatus corrosivus 9 CH (3 granuli, 3 volte al dì). Tutti i rimedi vanno assunti a stomaco vuoto, sotto la lingua. Dopo la fase acuta, continua con la dose di mantenimento (tutti i rimedi alla 30 CH, 1 volta al dì) per un paio di mesi.

Rimedi naturali per il colon irritabile

rimedi verdi per il colon irritabile

Conosciuto anche come colite, questo disturbo che interessa l’intestino si manifesta con crampi addominali, sensazione di gonfiore alla pancia, flatulenza, stitichezza alternata a dissenteria e a volte alitosi. Ecco gli aiuti naturali più efficaci.

Attenuare i fastidi
In genere il colon irritabile si presenta ciclicamente, con riacutizzazioni che seguono spesso periodi di stress psicofisico. Le possibilità di cura si articolano su tre livelli: dolore, regolarità intestinale e stress e tensioni. 30 gocce di tintura madre di timo (Thymus vulgaris) in due dita d’acqua prima di pranzo e cena per 15 giorni attenuano il gonfiore e migliorano la digestione. Questo rimedio è spasmolitico, cioè calma le contrazioni della muscolatura intestinale e svolge un’azione antibatterica, facendo diminuire la produzione di gas.
Anche l’anice verde (Pimpinella anisum), che riduce  la fermentazione, è utile in caso di aerofagia e meteorismo; gli effetti benefici sono dovuti alle proprietà digestive e spasmolitiche. 20 gocce in due dita d’acqua dopo pranzo e dopo cena per 15 giorni permettono la netta riduzione del gonfiore. E’ d’aiuto per attenuare il dolore e il gonfiore anche l’olio essenziale di menta (Mentha piperita): 2-3 gocce in un cucchiaino di zucchero dopo pranzo per 10 giorni favoriscono la digestione, rilassano la muscolatura intestinale e combattono i batteri in presenza d’infezioni.

Ritrovare regolarità
Nel caso in cui sia predominante la stitichezza è utile la tintura madre di tarassaco (Taraxacum dens leonis): 30-50 gocce alla sera prima di dormire, in mezzo bicchier d’acqua, permettono all’intestino di riprendere la sua normale funzionalità. Il tarassaco disintossica fegato e reni, ha un discreto effetto lassativo e stimola la diuresi. La cura ha una durata di 20 giorni.
Quando l’irritazione dell’intestino si manifesta invece con dissenteria dà sollievo il macerato glicerico di mirtillo (Vaccinium myrtillus): 30 gocce in due dita d’acqua prima di colazione e prima di andare a letto riequilibrano la flora intestinale, normalizzando la funzionalità di quest’organo. La cura dura sempre 20 giorni.

Per ridurre lo stress
Per agire sulla componente emotiva, si può fare affidamento sulle proprietà rilassanti e spasmolitiche della camomilla (Anthemis nobilis). Bisogna lasciare in infusione per 24 ore 200 grammi di fiori freschi di camomilla in mezzo litro d’acqua, poi si filtra schiacciando bene i fiori, quindi si aggiungono 300 grammi di zucchero. In caso di dolori da colite, ne va bevuto un cucchiaio ogni 3 ore.

Alle cure con le erbe si deve associare una dieta adeguata, senza cibi piccanti, ricchi di grassi, fritti, carboidrati e lieviti, preferendo alimenti come frutta, verdura, pesce, carne e yogurt. Nel caso in cui i sintomi persistessero, è necessario indagare anche sulla possibilità di soffrire d’intolleranze alimentari e di malattie intestinali più serie.

Risvegliare l’intestino

intestinoPancia gonfia, alito pesante e una fastidiosa stanchezza.
Che fare? La dieta che contrasta pigrizia intestinale e stipsi idrata il fisico in profondità e inoltre depura tutto l’organismo, sfruttando al massimo il potere equilibrante di alcuni cibi ricchi di nutrienti in grado di propiziare una maggiore regolarità come fibre, grassi vegetali, batteri probiotici e vitamina C. Il risultato è uno schema alimentare che si avvale di tante piccole strategie capaci di dare una marcia in più a un menù ben bilanciato da un punto di vista nutrizionale.

La prima mossa è bere circa 3 litri di liquidi al giorno tra acqua, tè verde e tisane alle erbe.
Aumentare i vegetali con proprietà lassative e ridurre il consumo di cibi astringenti, come i formaggi stagionati, ricchi di grassi saturi che addensano la massa fecale.
Tra i cibi no c’è il riso. Preferire cereali integrali in chicchi (farro,orzo) o in fiocchi, come i müesli al naturale.

Meglio ridurre i prodotti raffinati, preferendo pane e pasta integrali e altri alimenti ricchi di crusca, una fibra alimentare che favorisce la regolarità intestinale. Sì a frutta secca e semi oleosi, come quelli di lino, sesamo, zucca e girasole. Aumentate il pesce, ricco di grassi essenziali omega 3 e di iodio, ed evitare caffè, tè e alcolici: gli effetti diuretici sono controproducenti sulla frequenza dell’alvo.

Capita spesso, in caso di irregolarità dell’intestino, di consumare troppi lassativi, irritando l’intestino e innescando un circolo vizioso che rischia di accentuare il problema.
Con uno stimolo naturale, si svuota solo un tratto dell’intestino, il colon discendente. Con l’uso di lassativi, invece ,il colon si libera completamente. Così sarà indispensabile attendere qualche giorno per riempire l’intestino di scorie e avvertire uno stimolo naturale. Un lasso di tempo spesso confuso con un segnale di stipsi.

Spesso, per ritrovare benessere e regolarità basta seguire una dieta ben bilanciata unita a una regolare attività fisica. Infine, un aiuto arriva da rimedi naturali, come semi oleosi e tisane alle erbe che integrano la dieta.

Lino e psillio
Se la stitichezza è ostinata, è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia. Quindi la dieta si può integrare con i semi di lino (linum usitatissimum).  Un rimedio ricco di mucillagini che si gonfiano nell’intestino, ma anche una fonte preziosa di grassi essenziali (31 g per 100 g), in particolare di acido linoleico (omega 6) e linoleico (omega 3), di minerali (ferro 198 mg, calcio 198 mg), proteine vegetali (24 g per 100 g) e vitamine (A,E,C).
I semi di lino al naturale vanno prima schiacciati e poi ingeriti con due bicchieri di acqua tiepida. E’ un errore lasciarli in ammollo prima dell’ingestione poiché l’effetto che si vuole ottenere è il rigonfiamento delle mucillagini nell’intestino.
In alternativa ai semi di lino, si può ricorrere a 5 grammi al girono di semi di psillio (Plantago psyllium). Un rimedio facilmente reperibile anche in erboristeria sottoforma di bustine da prendere da prendere lontano dai pasti con abbondante acqua.

Rimedi omeopatici per la gastrite nervosa

gastrite nervosa

Lo stress stimola i visceri addominali a contrarsi e altera la produzione degli enzimi digestivi, con il risultato di creare spasmi dolorosi, bruciori, crampi, dolori, diarrea e difficoltà  digestive. Oltretutto, l’ansia aumenta la secrezione di succhi gastrici e immobilizza le pareti muscolari dello stomaco. Il risultato è che il meccanismo di rimescolamento dei cibi con i succhi gastrici è bloccato.

Ecco perché possono comparire una pressione e un senso di pesantezza nella zona dello stomaco. Questi effetti sono molto più accentuati in quelle persone il cui punto debole è rappresentato dall’apparato digerente. La ragione? Tendono a scaricare il logorio mentale proprio su stomaco e intestino.

Oltre ad un controllo alimentare, la gastrite nervosa trova buone soluzioni nell’omeopatia. Infatti questa cura la persona in modo globale, dando molta importanza alla sua costituzione e alla sua naturale predisposizione verso alcuni disturbi. Oltre a risolvere i sintomi, dunque, aiuta a migliorare il “terreno”, diminuendo la vulnerabilità personale.

Le soluzioni omeopatiche

* Lycopodium è un rimedio di fondo utilizzato con successo.

* Nux vomica, invece, è utile in caso di irritabilità, collera e ansia che creano frustrazione e disturbi digestivi.

* Le persone nervose, eccitate e agitate, che amano i cibi dolci e soffrono di acidità e bruciori, possono usare Argentum nitricum.

* Ignatia amara è un tranquillante e riduce l’ansia, aiutando a controllare i comportamenti di origine nervosa, come le abbuffate.

* Usare i rimedi in diluizione 5 o 9 CH: prendere cinque granuli prima dei tre pasti principali per circa un mese.

Consigli alimentari pancia piatta

consigli pancia sgonfiaSpesso la pancia gonfia è dovuta a problemi intestinali a aumentando il consumo di fibre si può ottenere un miglioramento.
La fibra migliora la digestione e l’attività intestinale. Assumerla adeguatamente diminuisce il rischio di disturbi associati alla stitichezza e dà una sensazione di sazietà, che ti aiuta a controllare il peso. Esistono due tipi di fibra, quella solubile e quella insolubile, che l’organismo utilizza in maniera differente. Fra gli altri benefici, contribuisce a ridurre l’assorbimento del colesterolo e dello zucchero.

Frutta intera e con la buccia
Si assimila meglio la fibra che contiene se si mangia la frutta intera invece di frullarla. Nella buccia si trova buona parte della fibra della frutta. Se per esempio si sbuccia la mela si perde circa l’11% della fibra che contiene. Nel caso degli agrumi, che devono essere sbucciati, non si deve togliere del tutto la pellicina bianca: così si mantiene più fibra.

Verdure, legumi e cereali integrali
Cucinandoli varia solo la consistenza della fibra (non la quantità effettiva), ma le parti più consistenti si ammorbidiranno, quindi sarà più facile digerirle.

Consigli
Oltre a seguire una dieta ricca di fibre, è molto importante bere ogni giorno 1,5-2 litri di acqua (o altri liquidi come infusi e brodo vegetale fatto in casa) e praticare regolarmente esercizio fisico (camminare, correre, saltare, ballare).
Giova anche lo yogurt, preferibilmente magro e con bifido batteri.
Il modo più salutare di assumere la quantità di fibra raccomandata è consumare alimenti naturali che la contengano, piuttosto che ricorrere a supplementi e integratori.
Considerare, tra l’altro, che un piatto di ceci fornisce 15 grammi di fibra e un piatto di spinati o una mela (con la buccia) ne apportano almeno 5.

keep looking »