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Pancia gonfia rimedi naturali: esercizi, massaggio e respirazione

Per diminuire la stitichezza e la pancia gonfia vengono in aiuto movimento fisico,  massaggi ed una corretta respirazione . Praticare un’attività aerobica per 20/30 minuti ogni giorno aiuta infatti il movimento intestinale e aiuta a rinforza la muscolatura dell’addome. Specifici esercizi e massaggi addominali favoriscono l’attività intestinale diminuendo il senso di gonfiore ed il grasso addominale.
Ecco alcuni esercizi che si possono praticare a casa senza difficoltà.

Distenditi supina su una materassino o una stuoia. Piega le ginocchia formando un angolo di 90 gradi, con i piedi ben appoggiati ad una parete. Devi respirare gonfiando l’addome e contraendo più che puoi i muscoli addominali, come se volessi nascondere l’ombelico, mentre fai uscire l’aria dalla bocca.

Senza mutare la postura anteriore, appoggi i palmi delle mani sulle cosce. Continua a respirare come prima però, mentre inspiri, cerca di portare  le cosce verso di te facendo contemporaneamente forza con le mani per impedirlo. Spingi con gli addominali e fai molta attenzione a non inarcare la zona lombare in nessun movimento.

Ripeti l’esercizio in diagonale, ponendo la mano destra sulla coscia sinistra e viceversa. Puoi eseguirlo alternando prima un lato e poi l’altro o esercitandoli contemporaneamente.

La posizione del gatto. Aiuta a rinforzare la fascia addominale e in più facilità l’espulsione dei gas.  Così come indica il nome, consiste nel mettersi a quattro zampe con le mani e le ginocchia appoggiate a terra. Mentre inspiri, gonfia il ventre senza muoverti. Quando fai uscire l’aria dalla bocca, siediti sui talloni e allunga bene le braccia, avendo cura di distendere a sua volta tutta la colonna.

Cerca di praticare questi esercizi ogni giorno o più spesso che puoi dedicando a ognuno di essi almeno 5 minuti. Dopo alcuni giorni comincerai a notare un miglioramento.

Massaggio addominale
Per attivare l’intestino e combattere pancia gonfia e stitichezza tanto efficaci quanto gli esercizi sono i massaggi sull’addome. Devi eseguirli delicatamente, seppur esercitando una leggera pressione, nella direzione delle lancette dell’orologio. Comincia dalla parte destra dell’addome, continua sopra l’ombelico e scendi verso la parte sinistra, terminando qui il massaggio. Si tratta di eseguire lo stesso percorso delle feci nell’intestino. Continua il massaggio per 2-4 minuti.

Respiro
Respirare con l’addome può aiutare molto. In questo modo la zona addominale si auto massaggia e si riducono i fastidi legati alla stitichezza come pancia gonfia e gas intestinali, oltre a portare più aria ai polmoni.

Respira sdraiata supina con le ginocchia piegate, i piedi leggermente divaricati e la zona lombare ben aderente a terra. Inspira dal naso gonfiando la pancia. Dopo alcuni secondi sgonfiala espirando l’aria dalla bocca. Continua così per 5 minuti.

Cambia posizione. Mettiti come prima ma afferrandoti le ginocchia con entrambe le braccia. Continua a gonfiare il ventre mentre inspiri l’aria dal naso. Espirando, premi delicatamente le cosce contro il petto. Ripeti l’esercizio altri 5 minuti.

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Grasso addominale viscerale

Il grasso che si deposita sulla pancia ed appesantisce il girovita può causare, oltre a danni estetici una serie di disturbi, soprattutto se è viscerale e profondo.
Questo tipo di grasso infatti si deposita in profondità, vicino all’intestino e può penetrare anche all’interno del fegato. Una volta, in condizioni di povertà, quando c’erano problemi di alimentazione, questo tipo di grasso rappresentava un’importante riserva di energia in quanto, proprio per la sua localizzazione vicino a fegato, veniva bruciato ed utilizzato rapidamente. Oggi però nella nostra società non abbiamo questa necessità e questo tipo di grasso non è più una risorsa ma rappresenta un veleno per il fegato. Circondato dall’adipe infatti il fegato inizia a produrre molecole infiammatorie che favoriscono la coagulazione del sangue e aumentano il rischio di disturbi cardiocircolatori, diabete e alcuni tipi di tumore. Inoltre rallentano il metabolismo e facilitano l’aumento di peso. Si rende quindi necessario, spegnere l’infiammazione causata dal grasso viscerale e contrastarlo, soprattutto a tavola.

Un aiuto importante per bruciare il grasso addominale ci viene dalla scelta dei cibi. Alcuni cibi come carni rosse, uova, salumi e formaggi aumentano l’infiammazione causata dal grasso addominale viscerale.

Occhio alla glicemia che si scatena con eccessivo consumo di dolci, cereali raffinati e alcolici. Quando ingeriamo questi cibi infatti il pancreas produce insulina, l’ormone che ha il compito di riportare la glicemia (la concentrazione di zuccheri nel sangue) a livelli normali trasformando gli zuccheri in eccesso in grassi. Se si esagera però aumenta l’insulino-resistenza, ovvero diminuisce la capacità dell’ormone di svolgere il suo compito e si apre la strada all’aumento di peso e al diabete di tipo 2.

Aumentare il consumo di Omega 3 (contenuti ad esempio in pesce come il salmone) che stimola la produzione di sostanze antinfiammatorie che migliorano il metabolismo dei lipidi, aumentano la sensibilità all’insulina e favoriscono di conseguenza la perdita di grasso. Anche i grassi monoinsaturi contenuti ad esempio nell’olio di oliva, sono di grande aiuto. Rendono più elastiche le membrane delle cellule agevolando l’ingresso dei nutrienti.

Aumentare l’assunzione di antiossidanti che contrastano i radicali liberi, altri grandi produttori di molecole infiammatorie. I cibi che li contengono (kiwi e agrumi per vitamina C, melone per betacarotene, angura per licopene, mirtilli per antocianine, mele per quercetina, frutta secca per la vitamina E) sono anche dei perfetti spuntini che tengono a freno la fame tra un pasto e l’altro.

Il grasso addominale inoltre è molto sensibili all’attività fisica, soprattutto di tipo aerobico come bicicletta, nuoto, ecc. Una regolare attività fisica anche di solo 30 minuti giornalieri aiuta a contrastarlo.

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Pancia gonfia e stitichezza

Una delle maggiori cause della pancia gonfia è rappresentato dalla stipsi. La stitichezza colpisce tutti ma prevalentemente le persone sopra i  60 anni.
Le cause sono dovute principalmente a scorrette abitudini alimentari, a diete povere di fibre e liquidi, associati ad una vita sedentaria. I muscoli dell’intestino, infatti, a riposo, perdono tono, si rilassano e non sono più in grado di espellere le feci.
Anche alcuni farmaci possono causare stitichezza come analgesici, ansiolitici, antipertensivi, sedativi della tosse, lassativi stessi e antibiotici. In gravidanza il rischio stipsi è dovuto al progesterone, ormone che agisce da sedativo della muscolatura intestinale.
La stitichezza va distinta in due tipologie secondaria ed essenziale. Diciamo subito che la stipsi più diffusa è quella essenziale in quanto quella secondaria è dovuta alla presenza di malattie, problemi gastrointestinali, disturbi a pancreas e tiroide, fattori psicologici e disturbi neurologici.
Quando si escludono queste cause la stipsi si definisce essenziale. La stipsi essenziale può essere, a sua volta, suddivisa in stipsi da defecazione ostruita e in stipsi da rallentato transito. La prima è dovuta alla mancata coordinazione dei muscoli del pavimento pelvico, la zona compresa tra l’ombelico e il pube. In pratica, chi ne soffre non è in grado di imprimere la giusta spinta a livello retto-anale. Tale condizione e lo sforzo che ne consegue determinano un’alterazione di alcuni organi che provocano la fuoriuscita della parte finale di intestino o altre anomalie del retto, che devono essere curate con un intervento chirurgico. Altre volte, l’incapacità può essere dovuta a lesioni dei nervi e/o dei muscoli che servono alla defecazione; a lesioni presenti già alla nascita (morbo di Hirschprung), oppure secondarie ad altri problemi, come in seguito a parti difficoltosi.
Prima di ricorrere all’uso di lassativi è bene provare ad integrare la propria dieta con cibi che favoriscono le attività intestinali. Inoltre è bene modificare le proprie abitudini di vita cercando di tenere ritmi più tranquilli e meno stressanti. Sarebbe bene che i lassativi fossero prescritti dal proprio medico dopo eventuali specifici esami.

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Pancia gonfia: cosa mangiare

La pancia gonfia è un problema molto diffuso, soprattutto tra le donne. Spesso il peso è regolare  ma la pancia risulta gonfia e di conseguenza rovina la silhouette.  La pancia gonfia inoltre provoca dolori, fastidi, stipsi o diarrea.

Le cause della pancia gonfia
I fattori che fanno gonfiare la pancia sono sostanzialmente due: l’aria ingerita durante i pasti o un’alterazione della flora batterica intestinale.
Spesso mangiamo troppo in fretta, parliamo durante i pasti o beviamo lasciando uno spazio fra liquidi e labbro superiore, tutti comportamenti che tendono a far ingerire aria assieme al cibo e gonfiano la pancia.
Un secondo problema è legato a una disbiosi intestinale cioè un’alterazione della flora batterica che vive nell’intestino e regola le attività digestive. Se alcune specie batteriche prevalgono su altre, può aumentare la fermentazione con la produzione di gas intestinali che fanno gonfiare la pancia e causano fastidiosi disturbi. La disbiosi può essere causata da una errata alimentazione, troppo ricca di lieviti e lattosio. Limitare l’uso di pane, pizza, birra, aceto e latte può ripristinare un corretto equilibrio della flora batterica intestinale.

Rimedi alimentari per la pancia gonfia
Se si soffre di gonfiori alla pancia e allo stomaco quindi è bene provare per un paio di mesi una dieta priva di lieviti e latticini, dopo un paio di settimane si vedrà un miglioramento. Se si teme un calo di calcio con l’eliminazione dei latticini, bisogna compensare con altri alimenti che ne contengono in quantità come: noci e mandorle, salmone, sardine, semi di sesamo e di tahin, cavoli, cime di rapa, prezzemolo.
Anche la frutta  può causare problemi di rigonfiamento, quindi è bene consumarla solo al mattino, perché dopo le 13 è più facile che fermenti facendo gonfiare la pancia.
La verdura cruda andrebbe mangiata all’inizio del pasto, mentre quella cotta alla fine, sia per questioni di fermentazione sia per abbassare l’indice glicemico dei cibi consumati, cioè per limitare l’aumento di zuccheri nel sangue dopo i pasti, che a lungo andare può causare la comparsa di resistenze all’insulina (l’ormone che regola gli zuccheri nel sangue) e favorire l’invecchiamento.
I dolci andrebbero consumati solo a colazione, entro le 10 del mattino, perché altrimenti fermentano e provocano danni al metabolismo.

Attività fisica per la pancia gonfia
Per far tornare la pancia piatta serve tantissimo anche l’attività fisica. Muovendosi, infatti, si aumenta il tono dei muscoli addominali evitando di sommare ai gonfiori anche i chili di troppo sul giro vita. Il moto, inoltre, favorisce una regolare attività intestinale, limitando il rischio di disbiosi e di stitichezza.
In genere le attività aerobiche aiutano a mantenere in forma rafforzando addominali e migliorando l’attività intestinale. Vanno bene nuovo, bici, corsa o ballo due o tre volte a settimana, ma anche semplici passeggiate nel verde di  40/45 minuti al giorno.
Per tonificare vanno benissimo i corsi di Pilates o Gag (gambe, addome, glutei) che aiutano ad aver addominali più tonici e pancia piatta.

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Rimedi naturali per la pancia gonfia: Black-Eyed Susan

La brutta abitudine di ingoiare il cibo in fretta è  decisamente molto diffusa e può causare gonfiore alla pancia. Mangiare di fretta senza masticare a sufficienza generalmente è anche associato alla cattiva abitudine di “piluccare” cibo a qualsiasi ora, in modo disordinato e tra un impegno e l’altro.
Purtroppo ingurgitare in fretta il cibo appesantisce la digestione e causa gonfiore alla pancia, oltre a colite nervosa o episodi di diarrea. L’ideale sarebbe sforzarsi di masticare a lungo anche contando materialmente quante volte si mastica un boccone (almeno 20 volte sarebbe ottimo), ma se non riusciamo a imporci ritmi più lenti nel mangiare allora ci può venire in aiuto un fiore australiano, il Black-Eyed Susan. Questo fiore ha il potere di sciogliere le tensioni e lo stress, contrastando la fame nervosa con un effetto riequilibrante su corpo e mente. E’ particolarmente efficace anche in caso di difficoltà digestive, mal di stomaco e gastrite dovuti a eccessi alimentari; può inoltre essere di aiuto per alleviare tensioni muscolari, mal di testa, insonnia e tachicardia tipiche delle persone ipercinetiche.

Per assumere il Black-Eyed Susan per via orale prepararlo così:
versarne 7 gocce in una boccetta con contagocce da 30 ml; aggiungi 2 cucchiaini di brandy e riempi con acqua minerale naturale. Assumi il composto per 3 settimane, nel dosaggio di 7 gocce mattina e sera.

Ci si può anche regalare un piccolo trattamento rilassante a base di Black Eyed Susan, strofinando 2 gocce di rimedio puro sul presso solare, la zona appena sopra l’ombelico ricca di terminazioni nervose.
Un bagno serale a base di Black-Eyed Susan può essere di grande aiuto per rilassare i muscoli indolenziti dallo stress e favorire un bel sonno riposante. Versa 20 gocce del rimedio nella vasta riempita con acqua tiepida e rimani immersa per circa 15 minuti.

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Come ridurre la pancia

Quando è che ci dobbiamo preoccupare seriamente per il nostro girovita? Prendete un metro da sarta e misurate la circonferenza all’altezza dell’ombelico in posizione rilassata ma no troppo. Se il risultato supera gli 88 centimetri è indispensabile intervenire e per farlo bisogna agire su più fronti.

La “pancetta” nasce dall’accumulo di due tipi diversi di grassi. Da un lato c’è quello viscerale, il più profondo che si deposita intorno agli organi interni: difficile da smaltire ha bisogno di un cambio radicale nella dieta per sparire.
I consigli alimentari da seguire sono: limitare carni rosse, formaggi grassi, salumi e uova, controllare al massimo dolci, cereali raffinati e alcolici e introdurre nella dieta pesce, in particolare salmone, sardine e alici, ricchi di omega 3, carne bianca, verdura, frutta e cereali integrali.

Il grasso che si trova sotto la cute è così superficiale che lo si può pizzicare. Per questo tipo di adipe servono movimento e cosmetici. Ma questo tipo di grasso è anche molto sensibile all’attività fisica, soprattutto quella di tipo aerobico. Ottimo movimento è pedalare all’aperto o in palestra, correre, oppure camminare a passo sostenuto.
Un’attività fisica da sperimentare è il nordic walking, la camminata con i bastoncini che sta prendendo piede nei parchi italiani dove si organizzano lezioni di gruppo. In ogni caso, qualsiasi attività si scelga, è la costanza a dare i risultati migliori: allenarsi dalle tra alle quattro volte a settimana per 30/40 minuti è la giusta tabella di marcia.
Gli esercizi addominali servono poi per tonificare i muscoli della pancia, da fare almeno tre volte a settimana. L’esercizio più classico prevede schiena a terra, gambe piegate e braccia dietro la nuca con i gomiti ben aperti. Poi sollevare prima la testa e poi la schiena e tenere la posizione per un attimo, respirando. Ripetere almeno 10 volte.

Sul grasso addominale superficiale si può intervenire anche con i cosmetici snellenti, rimodellanti e rassodanti. Tra i principi attivi più efficaci ci sono estratti di caffè, tè, alche, yerba mate, carnitina e genisteina, in grado di attivare la lipolisi, il processo di rilascio dei lipidi di deposito e di frenarne l’accumulo. Sono presenti poi estratti vegetali come quello di escina, ananas e ginkgo biloba, drenanti e utili contro il gonfiore.
Per contrastare la perdita di elasticità dovuta all’età e i progressivi cedimenti cutanei vengono in aiuto oli e grassi vegetali, nutrienti, sostanza naturali elasticizzanti e rassodanti come centella, equiseto, peptidi vegetali , vitamine e complessi antiossidanti contro l’invecchiamento precoce che, in questo caso si traduce in perdita di tonicità.

Anche la biancheria intima modellante può venire in aiuto. Se la pancetta non è troppa e serve soprattutto contenere un lieve rilassamento dei tessuti possono bastare dei collanti con la mutandina rinforzata. Se le forme sono più abbondanti, sì alle culotte per tenere sotto controllo pancia gonfia e minime rotondità, ma meglio un leggins a vita alta per minimizzare altre al ventre anche i fianchi. I tessuti della biancheria contenitiva sono studiate per tenere senza costringere, ma se ne consiglia un uso saltuario.

Infine stare in piedi o sedute con una postura curva finisce per causare cedimenti dei tessuti che rendono ancora più prominente la pancia. Il piano della scrivania deve esser alla giusta altezza (l’avambraccio deve poggiare dal gomito alla mano) altrimenti le spalle si piegano. Tenere la schiena dritta, le spalle aperte ma rilassate, la testa alta e ogni ora ruotate indietro le braccia per tre-quattro volte.

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Creme snellenti ed attività fisica per ridurre la pancia

Il problema di accumulo di grasso sulla pancia caratterizza le donne dopo i 45 anni, quando le variazioni ormonali spostano le adiposità  verso questa zona del corpo. Se a ciò si aggiungono le gravidanze e la tendenza femminile alla ritenzione idrica e al rilassamento dei tessuti, il gioco è fatto: la pancia è gonfia, si arrotonda, perde tono e compromette la linea.

Mettersi a dieta serve sicuramente visto che se il peso scende anche la pancia si ridimensiona. Ciò non toglie, però, che alcuni accumuli profondi siano resistenti anche ai regimi più drastici. Se da un lato quindi, l’attenzione a tavola è d’obbligo se si vuole ridurre la pancia, dall’altro l’azione snellente può essere affidata anche a creme specifiche e al movimento fisico.

Le creme per snellire la pancia
Ad alta concentrazione di principi attivi snellenti, come la caffeina, la carnitina, gli estratti di alghe e di yerba mare, le formule riducenti stimolano il rilascio dei lipidi di deposito e, al tempo stesso, ne frenano un nuovo accumulo. Inoltre drenano i liquidi con particolari estratti vegetali, come quello di escina, ananas e ginkgo biloba e contrastano con efficacia la perdita di tono, grazie all’effetto rinforzante e rassodante della centella, equiseto, peptidi vegetali e principi attivi ad azione antiossidante.
Ovviamente per fa si che le creme snellenti diano qualche beneficio, bisogna utilizzarle con costanza, E’ bene quindi mettere in conto di applicarle per almeno due mesi una volta al giorno, due se si vogliono accelerare i risultati. Quando è possibile poi è utile stenderle con un massaggio. Si inizia frizionando la zona intorno all’ombelico con la mano aperta e si procede disegnando cerchi concentrici sempre più ampi su tutto il ventre. Sui fianchi i movimenti possono esser più decisi sia con il palmo sia con le nocche delle dita.

Il movimento fisico
Per riuscire nell’impresa di ridurre e tonificare la pancia è importante mettere in conto un regolare movimento fisico.
I classici esercizi addominali funzionano se la pancia è solo da tonificare, ma non fanno più di tanto se si deve dimagrire. In questo caso serve un programma di attività aerobica (lenta e prolungata) che attivi il metabolismo e aiuti a bruciare i grassi. Attenzione a far lavorare tutti e due i muscoli della pancia, sia il retto verticale sia il trasversale.
Per quanto riguarda le attività sono perfette il nuoto, ma anche i corsi di acquagym soprattutto quelli che prevedono esercizi da eseguire in fase di galleggiamento: sono proprio gli addominali a lavorare per tenere il corpo a galla.
Se si punta sulla corsa o sulle passeggiate a passo sostenuto bisogna sapere che queste attività coinvolgono solo indirettamente gli addominali: vanno bene per perdere peso, ma devono essere affiancate da esercizi specifici per la pancia. In ogni caso, per bruciare i grassi, bisogna correre in modo blando e prolungato, cioè sostenendo uno sforzo aerobico, per almeno trenta minuti.
Anche il ballo, soprattutto quello più movimentato come il latino-americano e l’hip-hop, aiuta a bruciare grassi divertendosi.

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Le cause della pancia gonfia

La pancia gonfia è un problema sentito e patito da molte donne. A volte il corpo è bene proporzionato, le gambe sono snello ma la pancia risulta perennemente gonfia, pur non essendo un problema di grasso. Capirne le cause è importante per trovare la giusta soluzione.

Le cause principali della pancia gonfia sono i disturbi gastrointestinali e digestivi legati a diversi fattori: tuttavia, potrebbe anche essere generata da alterazioni del sistema endocrino e nervoso, oltre che da disturbi delle vie urinarie e dell’apparato riproduttivo. Inoltre, il gonfiore addominale potrebbe dipendere anche da infezioni, infiammazioni, ostruzioni e traumi fino ad arrivare a malattie più serie. Ecco perché, quando il sintomo si presenta spesso e per periodi prolungati è sempre meglio rivolgersi a un medico.

La pancia gonfia può essere causata dalla cattiva abitudine di mangiare troppo o in fretta ma anche dal consumo di cibi particolarmente grassi, ad alto tasso di fibre, molto pepati o di grandi quantità di bevande gassate e superalcolici. In generale, si dovrebbe dedicare più tempo al pasto, masticare a lungo, non bere con la cannuccia, mangiare seduti e in un ambiente confortevole, non leggere né parlare la telefono né fumare durante il pasto per non ingerire insieme al cibo anche aria, che potrebbe aumentare il senso di gonfiore.

Intolleranza al lattosio
Il disturbo si sviluppa quando nell’intestino non è presente l’enzima lattasi, che permette la digestione del lattosio (lo zucchero del latte). In tal caso è meglio farsi visitare da uno specialista, che prescriverà test mirati. Se risultano positivi il medico consiglierà una dieta che, generalmente, esclude i cibi contenenti il lattosio come: latte, gelati, panna e formaggi freschi ma anche dolci e biscotti fatto con latte, più alcuni elementi “non sospetti” come certi prosciutti e insaccati in cui il lattosio è aggiunto come additivo.

Celiachia
Le persone celiache risultano intolleranti al glutine, una proteina che si trova nel frumento, nella segale, nell’orzo e in tutti i loro derivati. Quindi potranno mangiare carne, pesce, uova, riso, mais, legumi, latte e latticini e alimenti dietoterapici, cioè la pasta, i biscotti, il pane e tutti quei prodotti in commercio con il simbolo della spiga sbarrata. Dovranno evitare piatti pronti in cui il glutine potrebbe essere utilizzato nella preparazione, come minestre precotte, alcuni surgelati, purè istantanei, salse e sughi in scatola.

Sindrome del colon irritabile
Si tratta di una malattia cronica ricorrente, che di solito coinvolge la funzione motoria intestinale e la percezione alterata della distensione addominale. In certi casi, sotto stress o nei momenti di forte ansia, le contrazioni diventano troppo veloci o troppo lente, provocando malesseri addominali, gonfiore e alterazione delle funzioni intestinali (stitichezza, stipsi, diarrea). Se questi problemi si avvertono in maniera cronica, è meglio farsi visitare da uno specialista, che potrà formulare la diagnosi e studiare una cura adatta.

Consigli alimentari
Un’alimentazione corretta può contribuire ad attenuare il sintomo della pancia gonfia. Infatti, benché nessun cibo vada bandito, alcuni aumentano la produzione di gas mentre altri, al contrario, aiutano a sgonfiare. Quelli che andrebbero limitati sono gli alimenti grassi, i fritti, le bevande alcoliche e gassate, quelli che contengono aria come la panna montata o fruttali, ma anche i dolcificanti e il fruttosio, alcune verdure come la cipolla e i cavoli o i formaggi fermentati e piccanti. Anche i legumi (fagioli, fave e lenticchie) possono aumentare il gonfiore e per questo si possono utilizzare piccoli accorgimenti come, per esempio, scegliere quelli decorticati, lasciarli in ammollo prolungato e mangiarli sotto forma di purè. A volte anche i cibi troppo caldi o freddi, masticati poco e mangiati velocemente provocano gonfiore. E poi è consigliato limitare determinate associazioni alimentari come carne e formaggi, uova e legumi, pane e molta carne, preferire il riso alla pasta, bere poco durante i pasti e farlo di più nel corso della giornata. Infine sono indicati i cibi come il finocchio, che favorisce l’espulsione del gas, il mirtillo, la mela e la menta.

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